Il fidanzato mi sta stressando già da un po' per fare qualche gita in montagna. Io non amo molto la montagna...anzi non la amo per niente! Mi darete della pazza, di quella che non capisce le cose belle, di quella che non sa stare all'aria aperta e avete ragione, ma cosa ci posso fare? Io scalo il monte e sbadiglio, mi guardo i piedi perchè ho paura di inciampare, sbuffo perchè sono stanca, mi fermo ogni 5 minuti per riposarmi. Son fatta così! Il fidanzato allora ha rigirato la frittata: "dai, organizza tu una gita in montagna che possa accontentarci tutti e due".
Ho fatto finta di niente per mesi, non trovavo mai la meta adatta.... guardacaso. Me ne ha proposta qualcuna lui ma niente e alla fine mi sono decisa. Sabato prossimo lo porto dove andavo da bambina. Niente grandi ricordi di estati passate lì, intendiamoci: l'ostilità verso la montagna è ereditaria, mai stata o quasi a più di 1.200 metri d'altezza con i miei genitori. Tuttavia per un paio d'anni mio padre si appassionò al Monte Rosa e così quattro o cinque fughe lassù le abbiamo fatte.
Insomma sabato lo porto lì, a Macugnaga e soprattutto al rifugio Zamboni-Zappa, dove so che non sputerò sangue per arrivarci: due belle seggiovie, un'oretta di cammino e siamo lì. Ovviamente nessun amico è invitato... non mi va di farmi vedere piagnucolante per le fiacche, la seta e la stanchezza mentre gli altri arriverebbero sù freschi come rose, solo il fidanzato ha l'onore di sentirmi smadonnare!